Orecchini Cuori Crochet

Oggi faremo degli orecchini con cuoricini all'uncinetto; sia per il motivo del mese di febrario, per abbellirti, per regalare alle tue invitate oppure per regalare un dettaglio fatto da te alle tue amiche

Hoy veremos como elaborar unos aretes al crochet en forma de corazón; sea por el motivo de San Valentin, para embellecerte, para regalar a tus invitadas o elaborar un detalle hecho por ti misma a tus amigas


portada


Materiali
Filato rosso
Ago adatto
Orecchini
Forbici

Materiales
Hilo rosso delagado
Aguja adecuada
Aretes
Tijeras




Seguiamo il diagramma iniziando a creare un anello magico

Seguimos el diagrama iniciando la labor con un circulo mágico




Poi iniziamo l'unico giro, lavorare 3 catenelle, 3 maglie alte doppia...

Y a continuación iniciamos nuestra única vuelta, con 3 cadenas al aire, 3 puntos dobles...



poi 3 maglie alte, una catena all'aria, 1 maglia alta doppia...

luego 3 puntos altos, una cadena al aire, un punto triple...




una catena all 'aria, 3 maglie alte, 3 maglie alte doppie, 3 catenelle all'aria e chiudiamo con un punto basso

una cadena al aire, 3 puntos dobles, 3 puntos triples, 3 cadenas al aire y cerramos donde iniciamos con un punto bajo, cerramos la labor




Montare gli orecchini nella catena centrale superiore del lavoro
 
Montamos los aretes en el anillo central principal de la labor




Pronti per portarli

Listos para lucirse




Prepara il tuo evento con i coordinati per le feste in colore Rosso disponibili nella Shop  

Prepara tu evento con coordinados para la fiesta en color Rojo disponibles en la Shop 




Piacere di servire alla tua festa
Placer de servir en tu fiesta

Eli R.
Blogger

Maschere della tradizione italiana

Una delle tradizioni del periodo di Carnevale  è la maschera.
Ci si maschera per scherzare, per 'alleggerire' lo spirito della festa e per divertirsi.


Oggi i nostri bambini vogliono mascherarsi da fatine, pirati, principesse ed eroi dei fumetti, ma le maschere della tradizione italiana sono ben altre!Ben radicate in ogni Regione, se contano più di un centinaio e sono nate dal teatro dei burattini o dalla Commedia dell'Arte o anche ideate proprio per il Carnevale.


immagine: sultronodiuominiedonne.forumfree.it
Ne presentiamo alcune, le più famose e conosciute, che incarnano i personaggi stereotipati della Commedia dell'Arte.
Arlecchino e Brighella vengono dalla Lombardia, più precisamente da Bergamo.
Arlecchino indossa un coloratissimo vestito fatto di pezzi di altre stoffe e una mascherina nera. E' il tipico servo pigro e dispettoso. Brighella, come il suo amico Arlecchino è un servo e dice il nome è un attaccabrighe sempre pronto a litigare con tutti. E' vestito di bianco e verde.
Colombina è una servetta veneziana e una delle poche maschere donna. E' furba e maliziosa, e riesce sempre a convincere il suo fidanzato Arlecchino a comprarle tutto ciò che vuole.
Pantalone è il tipico vecchio mercante veneziano avaro,  ricco e lussurioso. Veste di pregiato velluto rosso e non abbandona mai il suo borsello.
Gianduia viene da Torino e dà il nome anche al goloso cioccolatino tipico del Piemonte. E'' un gentleman coraggioso e allegro, amante della buona tavola, soprattutto del vino.
Balanzone, o meglio il Dottor Balanzone, indossa l'uniforme dei professori di Giurisprudenza bolognesi. E' intellettuale dotto e ammirato, ma a volte troppo saputello e pomposo. Porta sempre un libro sottobraccio.
Stenterello è toscano, ottimista per eccellenza, saggio e sempre pronto ad aiutare. Ha un abbigliamento molto particolare: una giacca blu con il risvolto rosso e nero a scacchi sulle maniche, un panciotto verde a puntini neri e pantaloni corti, una calza rossa e l'altra a strisce bianche e azzurre e parrucca con codino.
Pulcinella, da Napoli, è un servo a cui piace bere e mangiare , divertirsi e oziare.

E infine... conoscete Re Carnevale?
Re Carnevale era un re giusto e potente. Lasciava aperte le porte del palazzo, cosicché i sudditi potevano entrare e cibarsi di ogni prelibatezza. Purtroppo, finirono per approfittarsi del buon Re, che decise di chiudere le porte ber non essere oggetto di scherno. Si ritirò in cucina a mangiare finché un giorno si sentì male e capì che stava per morire.
Si ricordò di avere una sorella, Quaresima, una donnina esile e fragile e volle vederla. I servitori del Re andarono a chiamarla e lei accorse. Promise al fratello di farlo vivere altri 3 giorni, domenica, lunedì e martedì e in cambio volle essere l'erede del regno. 
Re Carnevale accettò, visse altri 3 giorni divertendosi e morì la sera del martedì. Quaresima salì al trono il giorno successivo e regnò in modo severo ma giusto.

Vi lascio con una delle mille poesie dedicate al carnevale, forse una di quelle che riassume questa antica festa. Buona lettura!


Scritto da: Linda Zuin
Foto da web.

Tempo di... CARNEVALE

Carnevale.... tempo di.... feste, maschere, carri, dolci..... ma da dove arrivano queste tradizioni?
Prima di tutto, il termine Carnevale deriva dal latino 'carem levare' ovvero levare,nel senso di togliere la carne ed indicava il ricco banchetto che si consumava il giorno prima dell'inizio della Quaresima che, come tradizione cattolica vuole, è momento di digiuno e astinenza. 


Carnevale.... tempo di.... feste, maschere, carri, dolci..... ma da dove arrivano queste tradizioni?
Prima di tutto, il termine Carnevale deriva dal latino 'carem levare' ovvero levare, nel senso di togliere la carne ed indicava il ricco banchetto che si consumava il giorno prima dell'inizio della Quaresima che, come tradizione cattolica vuole, è momento di digiuno e astinenza. 
Il Carnevale comprende un lasso di tempo variabile tra la Domenica di Settuagesima (70 giorni prima di Pasqua) e il Martedì Grasso, preceduto da Giovedì Grasso, altra giornata di grandi festeggiamenti. 
Il giorno successivo al Martedì è il Mercoledì delle Ceneri cioè l'inizio della Quaresima.

Le MASCHERE e i CARRI e gli SCHERZI
L'origine delle maschere è misteriosa e quindi ancor più interessante, ma sono stati trovati resti antichi che ne danno un'età: l'uomo paleolitico indossava maschere per identificarsi in forze soprannaturali e sperare in un buon raccolto o contro gli spiriti maligni. 
Più tardi, nel VI-V sec. a C. i Greci indossavano maschere per le prime rappresentazioni teatrali ed erano fatte di tela imbevuta di cera d'api, bianche per le donne e nere per gli uomini. Nella loro staticità espressiva, indicavano semplici 'emozioni' come il riso, il pianto, la paura ecc... che gli attori cambiavano nel corso dello spettacolo.
Nonostante il Cristianesimo tentasse di arginare le feste pagane, in alcuni periodi si svolgevano le 'feste da pazzi' per celebrare il Tempio di Saturno, dette i saturnali romani, durante i quali si sconvolgevano le gerarchie sociali e i comportamenti abituali; la gente si mascherava per non essere riconosciuta, lasciandosi andare a comportamenti peccaminosi.
Durante il rigoroso Medioevo le maschere diventano materia dei burattinai, ma si mantengono tra i giullari di corte e giostre e tornei di cavalieri sconosciuti.
Durante il Rinascimento, la Commedia dell'Arte diede ampio spazio a spettacoli messi in scena dai primi attori professionisti, i quali interpretavano personaggi stereotipati, (come il servo, la servetta, il dottore, gli innamorati) attorno ai quali si costruiva una vicenda. Abiti, accessori, trucco o maschera completavano il personaggio. Da qui, nascono i servi Arlecchino e Pulcinella, il Dottor Balanzone, Brighella, Pantalone e tutti gli altri a cui dedicheremo più spazio in un altro momento.
La maschera è tipica nei balli di corte dell'Ottocento, ma è nel 1873 a Viareggio, provincia di Lucca, in Toscana, che nacque la prima parata: ad un gruppo di giovani benestanti venne l'idea di sfilare in carrozza davanti alla popolazione. Da carrozza a carretti allestiti con pesantissime sculture in gesso realizzate da artisti locali nei cantieri navali, poi legno e orchestre ad allietare con la musica e infine i balli. 
Nel 1925 la cartapesta fece la sua comparsa ed era il materiale ideale perché leggera e a basso costo, ancora utilizzata. 
Ad oggi, i carri rappresentano ironicamente fatti di politica e attualità.
A Carnevale ogni scherzo vale... dicono... La tradizione di fare scherzi nasce proprio dal periodo di goliardia e baldoria che è proprio del Carnevale. Beffe, scherzetti, prese in giro e lasciarsi andare, complici anche le maschere, sono leciti in questo particolare momento dell'anno, con i limiti del buon senso. Basti pensare che durante i primi mascheramenti, molti uomini si travestivano da donne pur di entrare nei conventi di suore. Oltre a bandire tali comportamenti, i governanti furono costretti ad emanare leggi che limitassero maschere e scherzi e addirittura a proibire gli accessori come le armi, visto che nella confusione della festa venivano anche regolati vecchi debiti con il sangue.

I CORIANDOLI
Durante questi cortei rumorosi e allegri, venivano lanciati fiori, frutta e confetti.
Spesso la povera gente che osservava le sfilate lanciava di controparte ortaggi andati a male e uova marce...
Vennero poi lanciati arance, granturco, semi di coriandolo coperti da zucchero, mooolto costosi, sostituite poi da palline di gesso, mooolto dolorose.
Nella seconda metà dell'Ottocento, al Sig. Enrico Mangili, proprietario di un'industria tessile, venne l'idea di lanciare dei dischetti di carta sulle sfilate di carri. I dischetti altro non erano che gli scarti delle lettiere per i bachi da seta ed avevano un effetto scenico molto suggestivo e divertente. Venne avviata in seguito la produzione industriale dei pezzetti di carta colorata.

I DOLCI
Carnevale=eccesso, anche a tavola. 
La necessità di preparare dolci veloci da cuocere ed economici per la popolazione che accorreva a vedere i carri, spinse la 'frittura' come miglior metodo e lo zucchero come finitura.
Come li vogliate chiamare, eh si.... perché in ogni Regione italiana hanno un nome diverso, la sfoglia fritta detta chiacchiere nella Roma antica è uno dei principali dolci del Carnevale.
Sono i galani crostoli Veneti, cenci in Toscana, grostoli in Trentino, bugie in Piemonte...
Invece i dolcetti morbidi e tondi sono le fritole in Veneto, cattas in Sardegna, struffoli in Umbria, scorpelle in Molise, friciò in Piemonte. Tipiche con l'impasto arricchito da uvetta o pinoli, mela ecc. o ripiene di crema pasticcera, cioccolato, piccole una tira l'altra o grandi da farci un pranzo. Ce ne sono per tutti i gusti!

Allora, buoni festeggiamenti del Carnevale!

Scritto da: Linda Zuin

TEMPO DI.... REGALI! La psicologia del regalo


Dite la verità, siete tra quelli che cominciano a settembre per non prendersi in ritardo e pianificare i doni con calma o siete dei tipi da regali alla Vigilia.... o quasi!? Diciamo intorno al 20... quindi quasi all'ultimo minuto?


Lo sapevate che esiste una vera e propria psicologia del regalo?
Si.... perché regalare qualcosa a qualcuno è un'azione ricca di significato con cui manifestiamo la nostra personalità anche in base a chi lo deve ricevere.

Ad esempio, il regalo 'giusto', scelto con cura e di gradimento vero al destinatario indica un'affinità tra le due parti; al contrario, il dono 'sbagliato' potrebbe essere segno di disinteresse. Invece il dono troppo 'ricco' non inteso in termini di valore economico, ma pacchiano o kitsch, starebbe ad indicare egocentrismo e cattivo gusto. Il regalo scelto di fretta e con lo spirito del 'tanto il destinatario ha tutto' è fattore di superficialità.

Chi fa un regalo dovrebbe essere prima capace di saper donare, senza aspettarsi nulla in cambio e con il cuore, ovviamente in base alle proprie possibilità.
Chi riceve, invece, dovrebbe saper accettare il dono senza troppe aspettative ed evitare la delusione se non si è ottenuto ciò che desiderava e se non è possibile ricambiare, non ci deve essere vergogna o sottomissione.
Insegnamo fin da piccoli ai nostri bambini come si dona e come si riceve!

E appunto per i bambini, regalo a Natale, compleanno o qualunque altra occasione in cui vogliamo premiarli e gratificarli è sinonimo di dono, pensiero, omaggio, presente... non di giocattolo.
Il bambino che riceve abbigliamento o libri, spesso non gradisce. Quindi, mamma e papà, non ringraziate la vecchia zia al loro posto, ma fategli capire quanto è utile anche quell'oggetto che non si inserisce in una consolle o non entra nella casa delle bambole!

Niente confronti o gare con fratelli/sorelle e soprattutto, coerenza. Se lui vuole la pista del trenino Thomas che ha una confezione di 1 metro x 80 cm, e lei il DVD di Frozen da 15x20cm, non confrontate le confezioni o la spesa, ma ricordate loro che hanno affidato alla letterina i desideri e le speranze e che, se hanno fatto i bravi, hanno semplicemente ricevuto quello che hanno chiesto.

E se la loro lista dei desideri è più lunga della vostra lista della spesa, ponete un limite. Uno, tre, dieci, venti regali, questo lo deciderete voi in base alle effettive necessità del bambino, che solo voi, mamme e papà conoscete, cioè se si tratta di vero desiderio o subdolo capriccio, agli spazi in casa (il luna park delle Piny Pon o l'intero quartier generale dei Paw Patrol quanto spazio occupano una volta fuori dalla scatola?!) e soprattutto, al vostro portafogli.

Non temete che non accontentare vostro figlio sia una dimostrazione di non affetto. Non restate intrappolati tra il concedergli tutto ciò che vuole e il timore di non poterglielo dare! A volte i bambini hanno bisogno di essere 'arginati' per formare la loro personalità e il loro carattere... non insegnamo forse loro, fin da piccoli a fare i bravi, ascoltare la mamma, riordinare i giochi, star seduti composti ecc....?  Fate in modo che anche per i regali sia così, che non tutto è dovuto o dato per scontato.
Poi si sa, che Natale è Natale e sono certa che tutti ci lasceremo un pò andare.... a Natale si torna tutti un pò bambini....
immagine: www.4ever.eu

Scritto da: Linda Zuin

Pettinino per Capelli Decorati

Oggi faremo un accessorio per i capelli, sia come celebrata oppure ospite, saremo in grado di creare un look associato con la nostra festa e spero ti sia di ispirazione!

Hoy realizaremos un accesorio para el cabello, sea como invitada o festejada podremos crear un look relacionado con nuestra fiesta, espero te sirva de inspiración!


Materiali
Rose artificiali
Pettini dei capelli
Colla calda
Nastri
Forbici

Materiales
Rosas o flores artificiales
Peinetas
Pistola de silicón
Listón
Tijeras




Ci vuole un fiore grande

Requerimos una flor grande




Il colore anche è importante

El color también es importante




Il nostro pettine dei capelli abbellirà con delicatezza la nostra acconciatura

Nuestra peineta dará un realce lindo y delicado a nuestro peinado




Più naturale è l'aspetto dei fiori, migliore sarà il risultato

Entre mas naturales sea la apariencia de las flores mejor



Tagliare la base del fiore in maniera da lasciarlo liscio

Cortamos la base de la flor para dejarla lisa 




Cosi potremo incollare il fiore al pettine dei capelli

Así podremos pegar la flor a la peineta 




Foderando il pettine dei capelli con nastro, crearemo una zona idonea per poter applicare con la colla a caldo il fiore, altrimenti rimane liscio e si scollarebbe; ed è pronto il nostro accesorio

Forramos la parte superior de la peineta con listón delgado o hilo, así crearemos una superficie idónea para pegar con el silicon, de otra manera será muy fácil que se  despegue; listo tenemos nuestro accesorio terminado




Una bella forma per aspettare gli invitati

Una forma bella de esperar a los invitados




Organizza in anticipo il tuo compleanno, ecco un suggerimento, il Kit stampabile  e personalizzabile Diva Party. Visita la Shop per più ispirazione

Planea con anticipación tu fiesta de cumpleaños, aquí una sugerencia, el Kit imprimible y personalizable Diva Party, disponible también en español. Visita la Shop para mas inspiración  




Piacere di servire alla tua festa
Placer de servir en tu fiesta

Eli R.
Blogger

La magia del Natale: una storia da raccontare ai più piccoli

Lo ammetto, avevo perso lo spirito natalizio che mi contraddistingueva da bambina. Costringevo mia madre a fare l'albero prima degli altri, tappezzavo le pareti di casa con mille disegni di Babbo Natale, pupazzi di neve, stelle di Natale e pettirossi con berretto e sciarpa.... per non parlare del presepe!


Crescendo, avevo perso o meglio avevo dimenticato la magia del Natale. La sto ritrovando negli ultimi anni cioè da quando sono mamma e cerco di ricreare alle mie bambine lo stesso dolce sentimento, a metà tra fantasia e realtà, mistero e certezze.

Un paio di Natali fa ho inventato una breve storia, prendendo spunto da altre storie natalizie, osservando le mie bambine e la mia casa. Vi chiedo, se vorrete, di adattarla alla vostra vita e di raccontarla ai vostri bambini la Vigilia di Natale. Le mie figlie vanno a dormire cariche di speranze e gioie e io mi emoziono....

Era stata una lunga e fredda giornata d'inverno. Le bambine quella mattina avevano finalmente aperto l'ultima finestra del calendario dell'Avvento. Ne avevano aperte tantissime e da tanti giorni e l'ultima sembrava non arrivare mai. Era arrivata quella giornata speciale, quella prima di Natale. Mamma la chiamava la Vigilia e le bambine sapevano che quella notte alcuni loro desideri si sarebbero avverati. 

Prima di andare a letto, spinsero il loro tavolino, quello piccolo piccolo che usavano per disegnare, e lo portarono vicino all'albero acceso. Vi posarono un piattino con i loro biscotti preferiti e una tazza di latte. Meglio aggiungere anche una carota.

Poi, senza fare capricci, infilarono i pigiamini e lavarono i dentini e via sotto le coperte di corsa. Il bacio della buonanotte quella sera era speciale! 
Natale sarebbe arrivato presto e con lui quel signore paffuto con la barba bianca vestito di rosso...

Nella casa regnava il silenzio e la pace, mentre dolci sogni profumati di biscotti e caramelle ballavano nella mente delle piccole.
Ad un tratto, fuori si udì un forte baccano e le bambine si svegliarono di soprassalto e balzarono sui loro lettini. Ma cosa stava succedendo? Le sorelline si fecero coraggio e insieme con fatica riuscirono ad aprire la finestra per sbirciare fuori. La luce della luna sulla neve appena caduta faceva splendere e luccicare tutto ciò che illuminava: il giardino, gli alberi, lo scivolo e la casetta... era tutto bianco e silenzioso, quando all'improvviso, un bagliore rosso guizzò davanti ai loro occhietti e poi, di nuovo il silenzio. Le bambine si spaventarono ma erano curiose e continuarono a guardare.
Ma cosa era stato?
Ecco che dall'alto, una luce fioca rossa si avvicinava e davanti a loro, sfilarono nove renne e una slitta guidata da lui.... si era proprio lui! Quel vecchietto vivace! Era arrivato Babbo Natale!

Le sue renne erano più veloci delle aquile e lui le chiamava per nome: Rudolf era la renna che guidava le altre e aveva quel simpatico nasino rosso che illuminava la strada. Dietro, a coppia, Dasher (Saetta) e Dancer (Ballerino); seguivano Prancer (Schianto) e Vixen (Guizzo); poi Comet (Cometa) e Cupid (Cupido) ed infine Donner (Tuono) e Blitzen (Lampo).
"HO HO HOOOO! Rudolph! Giù su questo tetto!" Sbraitò Babbo Natale.
Come foglie secche che volano con il vento, le renne guizzarono verso l'alto oltre il tetto e poi di nuovo giù. Subito, le bambine udirono lo scalpiccio degli zoccoli sopra le loro teste, poi un botto sordo. Si sporsero dalla finestra e videro Babbo Natale che si stava già caricando in spalla il suo sacco carico di doni.
Le piccole uscirono dalla cameretta in fretta, scesero di corsa e si nascosero sotto la grande scala. "Fa silenzio" sussurrò la sorella maggiore alla piccola.
Udirono ancora rumore di zoccoli, poi un tonfo e non appena si voltarono, videro Babbo Natale che era già sceso giù dal camino.

Era tutto vestito di velluto rosso e morbida pelliccia bianca, dalla testa ai piedi. I suoi vestiti erano macchiati di fuliggine  e cenere. Aveva una cintura nera con la fibbia dorata e neri erano anche i guanti e gli stivali. I suoi occhi! Come brillavano i suoi occhi! E le fossette! Era così sorridente! Le guance erano rosse per il freddo e il suo naso sembrava una ciliegia in mezzo alla barba bianca come la neve. Era grassottello e alto e sembrava un folletto cresciuto.
Posò a terra il grande sacco pesante e guardò il tavolino e sorrise. Prese un biscotto e lo mangiò. Le briciole si fermarono sulla barba, poi bevve il latte e si mise in tasca la carota.

Le bambine risero e lui le scorse dal loro nascondiglio che più segreto non era. Sorrise e fece l'occhiolino, per far capire loro che non avevano nulla da temere. Non disse una parola, si inginocchiò e aprì il sacco. Cercò con cura due pacchi colorati con grandi fiocchi e li depose a terra, ai piedi dell'albero. Si caricò in spalla il sacco, si posò il dito sul naso, diede un cenno con il capo e poi sù, sparì sul camino.

Fischiò alle renne, saltò sulla slitta, di nuovo si sentì lo scalpitio degli zoccoli e poi di nuovo silenzio.
Le piccole si affrettarono a tornare nella loro cameretta e si affacciarono alla finestra. Riuscirono solo a vedere quella luce rossa che si allontanava e spariva nell'oscurità della notte, verso la casa di qualche altro bambino del mondo.
Udirono solo Babbo Natale dire "Buon Natale a tutti e a tutti una buona notte! HO HO HOOO!!"

Scritto da: Linda Zuin

Decorazioni Natalizie Idee fai da te

Preparando i dettagli per la periodo natalizio, condivido la forma di valorizzare oggetti di uso quotidiano in oggetti che possono trasformarsi in un  centrotavolo

Preparando detalles para la temporada navideña, comparto la forma de  adornar objetos del diario, en objetos que pueden ser la figura principal de un centro de mesa