il pianto del neonato

E' nato-a, il momento che tanto aspettavate è finalmente arrivato, ora siete una famiglia sempre più completa e felice. 
Ma lui (o lei) che fa??! Piange... piange... e piange!




Secondo uno studio americano, il pianto di un neonato è il rumore più fastidioso e martellante, addirittura il più insopportabile del mondo, primo anche delle unghie sulla lavagna o dei freni stridenti dell'auto.



Il pianto del neonato entra dalle orecchie e batte sul cervello, è impossibile ignorarlo, un bambino può piangere per ore mettendo a dura prova la quotidianità e la pazienza di tutti i componenti della famiglia!
Ma perché un neonato piange? 
Semplicemente... è il suo modo di comunicare.

Un neonato, fin dalla nascita, capisce che il suo pianto richiama IMMEDIATAMENTE la nostra attenzione.
Questo non è il decalogo del pianto, ogni bambino ha le sue esigenze e bisogni, ma con un pò di ironia, cerchiamo di dare una riposta al suo pianto.
In generale, la prima causa è la fame: considerando che un neonato dovrebbe assumere un pasto ogni 3 ore, e se pensiamo che tra poppata, ruttino, cambio e riposino impieghiamo quasi totalmente 3 ore, ecco che appena abbiamo finito, il nostro cucciolo avrà di nuovo fame e ricomincerà a piangere. Ironia a parte, spesso il bambino ci richiede proprio il suo pasto ed è per questo che più lo facciamo attendere, più urlerà in modo quasi sovrumano.
Anche sentirsi bagnati fa... piangere! Il pargolo che riempie il pannolino di pipì o pupù si sente sporco e a disagio (provate voi adulti!!!) e manifesta il suo desiderio di essere cambiato.
immagine: www.biccaricambia.it
Potrebbe trattarsi anche di una colica, ovvero quando, durante i primi 3-4 mesi di vita, i suoi apparati digerente e intestinale si stanno adeguando al nuovo regime alimentare e fanno male... ma ecco che un massaggino sulla pancia e qualche coccola li aiuterà a calmarsi (dedicheremo più avanti un articolo sulle coliche).
Anche la troppa stanchezza è motivo di pianto.

Vi capita mai di essere così tanto stanchi alla sera, non vedete l'ora di andare a dormire ma vi girate e rigirate sul letto, continuate a sbadigliare, leggete un libro, giocate con il cellulare, contate le pecore ma niente... non riuscite ad addormentarvi?! Mentre gli adulti hanno tutti questi trucchetti per far passere il tempo prima di addormentarsi, il bambino no (e meno male...!) e piange. Siate fiduciosi, prima o poi crollerà!

Piangendo, il bambino esprime anche un fastidio, come ad esempio il caldo o il freddo, se ha perso il ciuccio (se lo usa), se vuole girarsi e non riesce, se desidera il nostro contatto e vuole solo essere preso in braccio... Non c'è una soluzione o una ricetta, bisogna procedere per tentativi. Se ha già mangiato, forse ha ancora fame, se è appena stato cambiato, forse ha nuovamente bagnato il pannolino ecc.
Esiste poi un pianto di sfogo, che gli esperti definiscono di 'stress neonatale' che serve proprio ai neonati per scaricare la tensione.

E le lacrime?
Le lacrime compariranno dopo il secondo-terzo mese di vita e ciò dipende dalle ghiandole lacrimali non ancora completamente sviluppate.

Non temete mamma e papà, crescendo, il vostro bimbo imparerà a comunicare anche con gridolini, lallazione, sorrisi e smorfie e riserverà il pianto solo a momenti di effettiva necessità o di.... capricci! Starà a voi giudicare.. Certo è che interpretare le urla del vostro bambino non è cosa facile soprattutto durante le prima settimane di vita... e allora cosa fare? Fidatevi un pò del vostro istinto, abbiate fiducia in voi stessi come genitori perché reagire al pianto cercando di individuare cosa soddisfa il piccolo è una cosa che si impara giorno dopo giorno, senza paura di sbagliare.

Testo: Linda Zuin. 

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