raffreddore... che scocciatura!

Grandi o piccini che siano, anzi, siamo, avere il raffreddore è sempre una scocciatura! 
Innanzitutto, chiariamo che cosa è il raffreddore: appurato che non si tratti di allergia (abbiamo già trattato questo argomento), il raffreddore è la secrezione nasale di origine virale che colpisce le vie aeree. I virus che provocano il raffreddore sono circa di 200 tipi diversi, quindi significa che servirebbero 200 vaccini...




Ecco perché non esiste un vaccino specifico contro questa malattia. E' possibile però curare i sintomi per attenuarli fino a completa guarigione. I sintomi sono dunque le continue secrezioni nasali, starnuti, congestione ovvero il 'naso chiuso' che provoca difficoltà respiratorie, lacrimazione agli occhi, tosse e a volte una lieve febbre. Durano circa una settimana, ma se persistono o peggiorano, meglio sentire il parere del pediatra.


E' estremamente contagioso, attenzione quindi agli starnuti e colpi di tosse. Piccola precisazione sugli starnuti: sono una forte emissione di aria 'infetta' che parte dai polmoni, formata da piccolissime particelle che misurano 100 micron, cioè sono inferiori al diametro di un capello, alcune delle quali possono fluttuare nell'aria per un tempo indefinito.
Certo, un adulto sopporta più facilmente, usa spray decongestionante, soffia il naso... ma i neonati respirano solo con il nasino: capiscono solo più tardi di poter utilizzare all'occorrenza anche la bocca. Il naso intasato, quindi, rappresenta un grosso ostacolo durante la poppata o il sonno, provocando anche momenti di apnea.

Come fare dunque per aiutare i nostri bimbi?
Ecco un piccolo abc di consigli: il primo, per me essenziale, è quello di effettuare frequenti lavaggi nasali con acqua fisiologica o marina (disponibile in farmacia o sanitaria). Anche utilizzare un aspiratore nasale può essere molto efficace.
Importante è far bere il più possibile, soprattutto acqua, anche a piccole dosi: i liquidi ingeriti aiutano il muco a fluidificarsi e quindi ad uscire più facilmente.

Umidificare la stanza: l'aria secca asciuga le mucose e dà quel senso di 'chiuso'. Ricordiamoci che la temperatura della stanza ideale è tra i 18 e 20°C. Se possibile, lasciare un umidificatore o un asciugamano bagnato sul termosifone quando è acceso nella stagione invernale.

Mettere un cuscino sotto il materasso: dormire con testa e busto leggermente alzati rispetto al corpo fa defluire meglio le secrezioni.
Grazie all'azione del vapore, l'aerosol si rivela un ottimo alleato, anche solo con acqua fisiologica: per l'aggiunta di decongestionanti specifici o cortisonici, consultate il vostro pediatra.

In caso di grandi raffreddori, usate fazzolettini di carta usa e getta, sono molto più igienici anche se possono irritare i nasini delicati. In caso, usate una cremina idratante e voi, mamme, ricordatevi di lavarvi le mani dopo ogni soffiata di naso!
Soffiare dal naso non è cosa semplice per i bambini, ma fate loro provare come un gioco: prima con la bocca per capirne il meccanismo, poi fategli tenere le manine davanti alla bocca e fateli provare dal naso.

Anche per l'utilizzo di creme e paste al mentolo da spalmare sul torace sentite il pediatra, poiché sconsigliati sotto i 3 anni. Un'amica - purtroppo super esperta di raffreddori con il suo bambino- mi ha indicato di mettere poco prodotto sulla pianta dei piedini, poco sotto le dita: sembra che funzioni grazie alla riflessologia plantare.

immagine: www.meteoweb.eu
Ricordo che queste sono indicazioni a grandi linee: per ogni chiarimento o dubbio consultate il pediatra del vostro bambino.


Scritto da: Linda Zuin

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