La magia del Natale: una storia da raccontare ai più piccoli

Lo ammetto, avevo perso lo spirito natalizio che mi contraddistingueva da bambina. Costringevo mia madre a fare l'albero prima degli altri, tappezzavo le pareti di casa con mille disegni di Babbo Natale, pupazzi di neve, stelle di Natale e pettirossi con berretto e sciarpa.... per non parlare del presepe!



Crescendo, avevo perso o meglio avevo dimenticato la magia del Natale. La sto ritrovando negli ultimi anni cioè da quando sono mamma e cerco di ricreare alle mie bambine lo stesso dolce sentimento, a metà tra fantasia e realtà, mistero e certezze.

Un paio di Natali fa ho inventato una breve storia, prendendo spunto da altre storie natalizie, osservando le mie bambine e la mia casa. Vi chiedo, se vorrete, di adattarla alla vostra vita e di raccontarla ai vostri bambini la Vigilia di Natale. Le mie figlie vanno a dormire cariche di speranze e gioie e io mi emoziono....

Era stata una lunga e fredda giornata d'inverno. Le bambine quella mattina avevano finalmente aperto l'ultima finestra del calendario dell'Avvento. Ne avevano aperte tantissime e da tanti giorni e l'ultima sembrava non arrivare mai. Era arrivata quella giornata speciale, quella prima di Natale. Mamma la chiamava la Vigilia e le bambine sapevano che quella notte alcuni loro desideri si sarebbero avverati. 

Prima di andare a letto, spinsero il loro tavolino, quello piccolo piccolo che usavano per disegnare, e lo portarono vicino all'albero acceso. Vi posarono un piattino con i loro biscotti preferiti e una tazza di latte. Meglio aggiungere anche una carota.

Poi, senza fare capricci, infilarono i pigiamini e lavarono i dentini e via sotto le coperte di corsa. Il bacio della buonanotte quella sera era speciale! 
Natale sarebbe arrivato presto e con lui quel signore paffuto con la barba bianca vestito di rosso...

Nella casa regnava il silenzio e la pace, mentre dolci sogni profumati di biscotti e caramelle ballavano nella mente delle piccole.
Ad un tratto, fuori si udì un forte baccano e le bambine si svegliarono di soprassalto e balzarono sui loro lettini. Ma cosa stava succedendo? Le sorelline si fecero coraggio e insieme con fatica riuscirono ad aprire la finestra per sbirciare fuori. La luce della luna sulla neve appena caduta faceva splendere e luccicare tutto ciò che illuminava: il giardino, gli alberi, lo scivolo e la casetta... era tutto bianco e silenzioso, quando all'improvviso, un bagliore rosso guizzò davanti ai loro occhietti e poi, di nuovo il silenzio. Le bambine si spaventarono ma erano curiose e continuarono a guardare.
Ma cosa era stato?
Ecco che dall'alto, una luce fioca rossa si avvicinava e davanti a loro, sfilarono nove renne e una slitta guidata da lui.... si era proprio lui! Quel vecchietto vivace! Era arrivato Babbo Natale!

Le sue renne erano più veloci delle aquile e lui le chiamava per nome: Rudolf era la renna che guidava le altre e aveva quel simpatico nasino rosso che illuminava la strada. Dietro, a coppia, Dasher (Saetta) e Dancer (Ballerino); seguivano Prancer (Schianto) e Vixen (Guizzo); poi Comet (Cometa) e Cupid (Cupido) ed infine Donner (Tuono) e Blitzen (Lampo).
"HO HO HOOOO! Rudolph! Giù su questo tetto!" Sbraitò Babbo Natale.
Come foglie secche che volano con il vento, le renne guizzarono verso l'alto oltre il tetto e poi di nuovo giù. Subito, le bambine udirono lo scalpiccio degli zoccoli sopra le loro teste, poi un botto sordo. Si sporsero dalla finestra e videro Babbo Natale che si stava già caricando in spalla il suo sacco carico di doni.
Le piccole uscirono dalla cameretta in fretta, scesero di corsa e si nascosero sotto la grande scala. "Fa silenzio" sussurrò la sorella maggiore alla piccola.
Udirono ancora rumore di zoccoli, poi un tonfo e non appena si voltarono, videro Babbo Natale che era già sceso giù dal camino.

Era tutto vestito di velluto rosso e morbida pelliccia bianca, dalla testa ai piedi. I suoi vestiti erano macchiati di fuliggine  e cenere. Aveva una cintura nera con la fibbia dorata e neri erano anche i guanti e gli stivali. I suoi occhi! Come brillavano i suoi occhi! E le fossette! Era così sorridente! Le guance erano rosse per il freddo e il suo naso sembrava una ciliegia in mezzo alla barba bianca come la neve. Era grassottello e alto e sembrava un folletto cresciuto.
Posò a terra il grande sacco pesante e guardò il tavolino e sorrise. Prese un biscotto e lo mangiò. Le briciole si fermarono sulla barba, poi bevve il latte e si mise in tasca la carota.

Le bambine risero e lui le scorse dal loro nascondiglio che più segreto non era. Sorrise e fece l'occhiolino, per far capire loro che non avevano nulla da temere. Non disse una parola, si inginocchiò e aprì il sacco. Cercò con cura due pacchi colorati con grandi fiocchi e li depose a terra, ai piedi dell'albero. Si caricò in spalla il sacco, si posò il dito sul naso, diede un cenno con il capo e poi sù, sparì sul camino.

Fischiò alle renne, saltò sulla slitta, di nuovo si sentì lo scalpitio degli zoccoli e poi di nuovo silenzio.
Le piccole si affrettarono a tornare nella loro cameretta e si affacciarono alla finestra. Riuscirono solo a vedere quella luce rossa che si allontanava e spariva nell'oscurità della notte, verso la casa di qualche altro bambino del mondo.
Udirono solo Babbo Natale dire "Buon Natale a tutti e a tutti una buona notte! HO HO HOOO!!"

Scritto da: Linda Zuin

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