I dolci della Pasqua

Tempo di... primavera. Primavera significa anche Pasqua... e Pasqua nella tradizione italiana significa grandi abbuffate e... dolci!!
Nel Bel Paese, i dolci della Pasqua sono 2: l'uovo di cioccolato e la colomba.





Già ai tempi dei Persiani, Greci e Antico Egitto, sono documentati gli scambi di uova di gallina all'arrivo della bella stagione. Spesso venivano decorate e fatte bollire in infusi di foglie, vegetali e fiori così da colorarne il guscio.
Durante il Medioevo, in occasione della Pasqua venivano regalate uova alla servitù, mentre tra i nobili ci si scambiava uova artificiali decorate con oro, argento e pietre preziose.
Fu nel 1883 che un orafo russo di nome Peter Carl Fabergé, ricevette il compito dallo zar (cioè l'imperatore della Russia) in persona, di costruire un uovo speciale da regalare alla zarina. All'orafo venne l'idea di rinchiudere dei doni all'interno dell'uovo, contribuendo così alla tradizione della sorpresa.
L'idea dell'uovo di cioccolato, invece, è una tradizione molto più moderna: nell'Ottocento in Germania e Francia si donavano uova di cioccolato piene... cioè un blocco di calorie praticamente... perché la lavorazione della pasta di cacao era ancora rudimentale e l'impasto risultava molto friabile. Gli ulteriori progressi sul trattamento del cioccolato, permisero a Mr. John Cadbury, nel 1875 di inventare un macchinario per creare uova di cioccolato vuote e di inserire qualcosa all'interno: dapprima mandorle dolci, poi regalini. Successivamente, quando venne unito il latte all'impasto, la produzione delle uova fece un salto quantitativo enorme... eh si.... prima c'era solo il cioccolato fondente.... e tanto per la cronaca, l'azienda Cadbury è ancor'oggi forte sul mercato inglese per la produzione di dolciumi.
Attualmente, le uova di cioccolato a Pasqua sono una prerogativa dei nostri bambini, anche se.... diciamoci la verità... a chi non piacciono?! La grande distribuzione ce ne offre di tutti i tipi, al latte, con mandorle o nocciole, fondente extra, bianco ma soprattutto, a tema di questo o quel cartone proprio per attirare l'attenzione dei più piccini promettendo anche all'interno una sorpresa inerente al personaggio.
Le pasticcerie artigianali, invece, confezionano uova finemente decorate e a richiesta, possono nascondere la sorpresa commissionata o fornita dal cliente stesso.

immagine: www.italiaatavola.net

La colomba, invece, è il dolce italiano della Pasqua per eccellenza... un pò come il pandoro e panettone a Natale. Bisogna precisare che la colomba nella simbologia cristiana indica pace e salvezza. Vi ricordate la storia della colomba, il rametto d'ulivo e Noè? No? In breve... dopo il diluvio universale, Noè fece uscire una colomba dall'arca che ritornò con un rametto d'ulivo nel becco a simboleggiare che il diluvio era terminato e la riconciliazione con Dio era avvenuta. La colomba indica la salvezza, proprio come Cristo morto sulla croce per salvare l'uomo.
Dopo questa piccola parentesi torniamo in cucina.... cioè volevo dire ai dolci della Pasqua...

immagine: www.misya.info
Dunque, la colomba pasquale si può dividere in due grandi categorie: quella lombarda più commercializzata e quella siciliana più antica ma diffusa soprattutto nel Mezzogiorno.
Negli anni Trenta in una fabbrica dolciaria della Lombardia, chiamata Motta, sfruttando i macchinari e l'impasto simile a quello dei dolci invernali, si avviò la produzione di questa focaccia a base di farina, uova, burro, zucchero e buccia d'arancia candita con glassa alle mandorle.
Più recentemente, troviamo anche l'agnello come forma e le più svariate farciture e glasse per accontentare ogni palato.
L'altra versione della colomba nativa della Sicilia, precisamente da Ragusa, viene chiamata palummeddi o pastifuorti 
Sono dolcetti a base di farina zucchero e cannella, a forma di colomba, cestino, galletto o gabbietta che "trattengono" uno o più uova sode e sono decorati con trecce, puntinature e intagli.
In ogni zona della Regione, vengono chiamati in modo diverso: a Trapani è campanaru (campanile), a Catania caddura (collare), in altre zone panaru (cestino) o cori (cuori) perché originariamente erano un dono soltanto delle fidanzate per i loro amati.

immagine: it.wikipedia.org
Colomba o palummeddi che sia, entrambe sono state inserite nell'elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari italiani, detto P.A.T., dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e riconosciute come prodotti tipico territoriali.

Buona Pasqua!

Scritto da: Linda Zuin

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