Le parolacce


Dalle mie parti si dice che i bambini sono come le spugne. Avete presente cosa fa una spugna? A contatto con l'acqua, la assorbe rapidamente finché può.
Ecco, ora immaginate il vostro bambino=spugna e tutto ciò che lo circonda=acqua. Lo circondano una miriade di situazioni, gesti, cose belle o spiacevoli, l'affetto dei familiari, gli amici, la natura, i cartoni animati, gli esempi degli adulti.... e proprio qui voglio soffermarmi.





Dalle mie parti si dice che i bambini sono come le spugne. Avete presente cosa fa una spugna? A contatto con l'acqua, la assorbe rapidamente finché può.
Ecco, ora immaginate il vostro bambino=spugna e tutto ciò che lo circonda=acqua. Lo circondano una miriade di situazioni, gesti, cose belle o spiacevoli, l'affetto dei familiari, gli amici, la natura, i cartoni animati, gli esempi degli adulti.... e proprio qui voglio soffermarmi.


immagine: 100pics.org

Quante volte, quando siamo un pò arrabbiati... e purtroppo alcuni adulti lo fanno per abitudine.... ci scappa una parolaccia? E da chi pensate che la ri-udiremo? Proprio dai nostri bambini perché nel bene e nel male, i piccoli sono spugne che assorbono i nostri baci allo stesso modo in cui acquisiscono la nostra imprecazione. Inizialmente senza conoscerne il significato, il bambino ripete 'ti voglio bene' e '%ç#@*£x&!' come fosse la stessa cosa. Sperando che poi, impari ad usare le parole nelle occasioni opportune!
L'evoluzione (se così possiamo definirla) dell'uso della parolaccia segue uno schema che potremo riassumere in questo modo: ascolto, interesse, utilizzo, scomparsa.

immagine: parolacce.org 

Ascolto.
Dove sentono le parolacce i nostri bambini? Semplice: dagli adulti. Come già detto, c'è chi impreca per abitudine e chi lo fa solo in certi momenti di rabbia. Certo è che se noi in casa stiamo attenti al nostro linguaggio, avremo comunque qualche amico, parente o conoscente che non lo fa; oppure altre famiglie non sono così scrupolose e quindi, trasmettendosi  come un virus da amichetto a nostro figlio, la scuola materna o primaria che sia, diventa un importante canale di diffusione.

Interesse.
Questa nuova parola diventa interessante nel momento in cui suscita una reazione nel genitore. Ovvio se sentiamo il nostro bambino di 4-6 anni che se ne esce con '%ç#@*£x&!' ci stupiremo e magari ci verrà anche da ridere, ma mostrarsi divertiti significa che approviamo e che la parolaccia in questione è una cosa bella da dire. Al contrario, se ci mostriamo preoccupati e rimproveriamo nostro figlio, questi userà nuovamente quella parola per provocarci. 
Nemmeno ignorare è una buona soluzione poiché in questo caso la nostra indifferenza susciterebbe altro interesse e altra sfida nei nostri confronti. L'ideale sarebbe mantenere la calma, (fate appello al vostro karma....) sdrammatizzare l'accaduto, chiedendo al bambino dove ha sentito questa parola (se dice nonno X o zia Y avrete tutto il modo per rimproverare chi di dovere!!) e soprattutto se conosce il significato di ciò che ha detto. Piccolo suggerimento: 'se non sai cosa significa perché dici questa parola? E' molto brutta e non si dovrebbe dire perché è da bambini maleducati. E tu non vuoi essere un bambino maleducato, vero amore della mamma?!'

Utilizzo.
Se nonostante tutta la nostra buona volontà e calma il nostro cucciolo continua a ripetere '%ç#@*£x&' potrebbe farlo per attirare la nostra attenzione perché i termini vietati sono misteriosi e attraenti e rappresentano comunque un modo per farsi notare. Più tardi il piccolo ne capirà la funzione offensiva e il vero significato e magari limiterà l'uso ad occasioni di rabbia. Di fronte alla recidività delle parolacce, non ignoriamole ma ribadiamo che non sono parole che un bravo bambino-a usa abitualmente.

Scomparsa.
Le parolacce... come arrivano allo stesso modo se ne vanno. Abbiate fiducia e taaaaanta pazienza!

Scritto da: Linda Zuin






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