Tempo di... sport

Abbiamo rimesso le infradito nell'armadio, la sveglia suona non più tardi delle 7 e ci stiamo pure infilando il maglioncino... l'autunno è la stagione in cui si riprendono le buone abitudini: gli orari regolari, la tisana, lo sport.....


E proprio sullo sport è utile fare una riflessione: tralasciando i ben noti benefici di un'attività fisica costante ed equilibrata, se il nostro bambino eccelle
particolarmente in uno sport, il passo tra 'lo porto a lezione di.....' e 'lo porto alla gara di.....' è molto breve.

Ma prima di scatenare lo spirito agonistico è bene ricordare che praticare uno sport deve sempre mantenere la sua dimensione di divertimento e gioco: se un bambino non si diverte e va malvolentieri a lezione di questo o quello, mamma, ti prego: tienilo a casa.

Come dichiarato nella Carta dei Diritti del Bambino nello Sport, redatta dall'UNESCO nel 1992, il bambino ha il diritto di divertirsi e giocare come un bambino e ha diritto a non essere un campione.

L'attività agonistica richiede un grosso impegno al bambino in termini di tempo, rinunce ad altre attività e sacrificio. Da un lato fa sviluppare un grosso senso del dovere, ma attenzione al rovescio della medaglia: lo stress per il troppo rigore, la tensione per una gara ecc. possono provocare disagi e ansie che di sicuro non fanno bene al nostro bambino. E proprio la gara è il banco di prova, ma non deve essere intesa con 'vediamo chi vince perché è più forte', piuttosto serve a verificare il livello di preparazione, testare le proprie capacità e quanto imparato a lezione. Se il bambino perde la gara, sentirà di aver deluso i grandi, che solitamente spingono i piccoli inutilmente... basti pensare alle notizie che ogni tanto, purtroppo, leggiamo in cui i genitori 'avversari' si insultano e talvolta arrivano alle mani.... (bell'esempio!!)

Certo, capita anche la sconfitta, ma è fondamentale non criticare il bambino, analizzate eventuali errori ma evidenziate anche i progressi, lasciatelo piangere se ne sente il bisogno, consolatelo e la prossima volta andrà meglio.
Insegnate al vostro bambino che seguire uno stile di vita regolare aiuta anche la buona riuscita dello sport: dormire un certo numero di ore, mangiare in modo sano, avere cura del proprio corpo e delle proprie cose. Inoltre, responsabilizzatelo per il suo impegno sportivo: se l'attività prevede una borsa con scarpe piuttosto che ciabatte, costume o divisa, cuffia, tutù, asciugamano ecc., aiutatelo a preparare tutto l'occorrente per poi, piano piano, delegargli completamente la cosa. E al ritorno, vale la stessa regola al contrario, ovvero disfare il borsone, mettere nel cestone gli indumenti sporchi, pulire le scarpe ecc.... (immagino le scarpette da calcio con le prime piogge e i primi fanghi...).
Se ben gestito, lo sport può anche insegnare disciplina, rigore, impegno, voglia di migliorarsi e spirito di squadra e può anche aiutare il bambino irrequieto a sfogarsi e.... stancarsi così poi da non distruggere casa come magari è abituato a fare....

Ricordatevelo anche voi adulti.... L'importante non è vincere, ma partecipare.


immagine: www.mamme.it

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