Il ruolo del papà

Padre: uomo che ha generato uno o più figli
Papà: padre, voce familiare ed affettuosa
Queste sono definizioni tratte da un comune vocabolario della lingua italiana.
Ma chi è questa figura e che ruolo ha avuto nella Storia?



Voglio portarvi in un viaggio virtuale attraverso i secoli partendo da moooolto lontano: 3 milioni di anni fa.

I maschi ominidi vivevano in branco e dovevano competere tra di loro per stabilire il capo e tutti i 'diritti' che ne conseguivano, incluso l'accoppiamento. Solo molto più tardi capirono che la competizione non era necessaria, ma potevano accordarsi sullo spartirsi le femmine e potevano quindi procreare tutti e non solo il capobranco e ognuno sempre con la stessa compagna. Questa lunga evoluzione portò alla divisione del branco stesso in piccoli gruppi, che potremo definire 'famiglie', in cui il maschio-padre riconosce la propria unica compagna e i figli che generano insieme e si occupa di loro, procurando cibo, cercando riparo ecc.

All'epoca dei Greci, le divinità erano temute e venerate. Zeus, il capo degli dei, era la figura paterna per eccellenza; egli ebbe molti figli da svariate compagne, sia dee, che ninfe e mortali. All'epoca si credeva che solo l'uomo potesse generare figli nel momento in cui concepiva con la donna. La figura femminile era considerata poco più di uno schiavo, con l'obbligo disoddisfare il compagno e il suo compito era di essere la nutrice dei figli. Le donne dovevano crescere i figli nell'ideale di un padre buono e potente, guerriero devoto agli dei, spesso impegnato in qualche spedizione militare lontano dalla Patria. L'educazione dei figli era affidata ad un Precettore.
Nell'Antica Roma il padre, invece, era anche il Precettore dei figli. Egli doveva riconoscere il figlio alla nascita con un piccolo rito: doveva sollevarlo nelle piazze davanti ai concittadini. Questo gesto solenne significava che l'uomo si impegnava a mantenere un legame stabile e duraturo con il figlio e aveva inoltre diritto di vita o di morte sul neonato: poteva scegliere di rifiutarlo se era una femmina o se presentava qualche anomalia fisica. L'imperatore Giustiniano sancì che i figli legittimi erano solo quelli nati all'interno del matrimonio, spingendo sull'idea di famiglia formata da marito, moglie e figli.

Con il diffondersi del Cristianesimo, la figura del padre viene messa in secondo piano nella figura di Giuseppe che accetta la paternità imposta e pone l'attenzione sulla Madre e sul Figlio. Il Figlio che siede alla destra del Padre indica come queste due figure siano considerate alla pari, cosa che prima era impensabile. Il Padre è Dio e Cristo è contemporaneamente Figlio e Dio. Inoltre Gesù non diventa padre e interrompe la tradizione dei Padri Romani. Ricordiamo che il Cristianesimo è stato a lungo perseguitato in epoca romana.

Nel Medioevo molti matrimoni venivano celebrati per convenienza quindi potete immaginare l'interesse reciproco nella creazione della famiglia. Spesso l'uomo 'padrone' si allontanava dalla moglie durante la gravidanza quasi fosse una malattia contagiosa e non sentiva alcun dovere morale di starle accanto. Aspettava di sapere il sesso del nascituro al momento del parto, maledicendolo se si fosse trattato di una femmina.

Nella Francia del 1700, la svolta avvenne sia in campo politico con la Rivoluzione che in campo intellettuale. In politica, i sudditi diventano uomini uguali e liberi dopo la rimozione del re, padre per eccellenza. In campo culturale un famoso uomo filosofo, Voltaire, scrive un trattato che getta le basi del sistema scolastico togliendo di fatto alle famiglie l'educazione totale dei figli.
La Rivoluzione Industriale rappresenta un altro importante tassello: prima i figli crescevano solitamente imparando il mestiere del padre portandolo avanti con orgoglio. Con l'avvento delle 'macchine' per lavorare, molti figli si discostano dalla bottega artigianale paterna e vanno a lavorare nelle prime industrie. La famiglia subisce una grossa crisi di valori: da un lato i figli entrano in contatto con nuove figure maschili, come il datore di lavoro benestante, e tentano di seguirne il modello e dall'altro lato il padre 'solo' che subisce un danno nell'orgoglio di non poter più tramandare il proprio sapere.

Le guerre mondiali dividono le famiglie. La duratura assenza dei padri genera un profondo malessessere sociale e produce rapporti lontani che non si ricuciranno nemmeno con il ritorno a casa. La guerra viene vissuta dalla gente come qualcosa di terribile e non più un onore come avveniva nell'Antichità.
Cominciano a farsi strada le idee dei pedagogisti, come Maria Montessori, che sottolineano quanto la mancanza dei padri partiti per il conflitto sia devastante per i bambini.

Oggi i nostri papà moderni partecipano da subito nel loro ruolo anche duante la gravidanza, coccolano le mamme e più tardi cambiano pannolini e cercano di partecipanare attivamente alle attività dei figli, sia a scuola sia extrascolastica ma purtoppo la nostra società è rivolta al guadagno e al sostentamento, a causa della sitazione economica precaria e molti genitori sono costretti da maggiori orari di lavoro.
Ciò nonostante, l'educazione dei piccoli è gestita da entrambi i genitori, seppur con varianti dettate dalle famiglie stesse (separazioni, distanze di lavoro ecc.).


Ho voluto raccontarvi l'evoluzione della figura paterna, da una parte per farvi riflettere non solo sul padre ma  anche sulla famiglia e da una parte perchè mi sembrava interessante capire come si è arrivati ad oggi.
L'importante è festeggiarlo e rispettarlo questo nostro papà, non solo il giorno della sua festa, ma anche gli altri 364 giorni dell'anno!

Scritto da: Linda Zuin




Nessun commento:

Posta un commento