Tempo di.... noia!

Come ogni sera, quando l'orologio segna le 18.30 e lo stomaco inizia a chiamare aiuto, mi metto ai fornelli per preparare la cena, interrompendo i giochi con le mie bambine.






Mettiamo via i giochi e ognuna di loro fa altro: la bimba grande vista l'età e la propensione alla tranquillità di solito si prende album e pennarelli, mentre la piccola si prende i pattini o un palloncino oppure ogni stanto si stende sul divano con le gambe in aria e canta qualche canzoncina, roteando i piedi. Mentre mle guardo, rifletto sui loro caratteri così diversi ma anche a cosa stavano facendo per occupare quei 40-50 minuti durante quali io non ero lì seduta con loro.
Ho pensato anche che oltre la scuola, materna o primaria che sia, l'agenda dei nostri figli è più ricca della nostra: catechismo, danza, calcio, nuoto, musica, il corso di gioco-lingua straniera e... manca qualcosa? Attività che hanno scelto mamma e papà per loro.
E tutto ciò, ai nostri figli, richiede impegno, implica sacrifici, chiede prove e pretende risultati. E noi adulti, forse temendo i tempi morti, vorremmo riempire di divertimento, anzi cerchiamo di distribuire 'cose da fare' per farcire le loro giornate.

Chiediamo troppo e tutto insieme: a scuola devi essere bravo, lo sport fa bene e quindi bisogna farlo, la lingua straniera prima si impara meglio è.... Dettiamo costantemente regole su come comportarsi, dove andare e orari da rispettare senza renderci conto che i nostri bambini hanno anche bisogno di.... annoiarsi.

Si, avete capito bene: hanno bisogno di provare quel senso vuoto di 'non so che fare' e di 'uffa che faccio'.
La sensazione di non saper come occupare il tempo e la durata del tempo stesso passato senza far nulla aiuta il nostro bambino a pensare. A pensare LIBERAMENTE a delle alternative alla semplice lamentela (che non sia tv a casa o il tablet in auto!!).
La noia stimola la creatività, la fantasia e il viaggio in un mondo fantastico come solo i bambini sanno fare. Non parlo della creatività suggerita dai genitori-nonni-educatori-baby sitter, come ad esempio 'facciamo un puzzle' oppure 'fai un disegno'. Deve essere il bambino che in modo autonomo prende l'iniziativa di fare qualcosa per non annoiarsi perché il tempo della noia crea nuovi interessi, accresce la curiosità e l'immaginazione.
Magari inizialmente può essere un gioco o un'attività indotta, ma piano piano vedrete che sarà il piccolo stesso a cominciare. Tempo permettendo (capisco il lavoro, gli impegni, le pulizie di casa ecc.), lasciamoci trasportare dalla sua idea: se oggi  il nostro cucciolo ha finito i compiti e fino all'ora di cena non sa che fare e magari il caso vuole che si senta Van Gogh, lasciamolo fare, purché esprima la sua vena artistica su un foglio di carta, non sui muri, sul tavolo o sui vestiti e dopo si ripulisca tutto insieme: creeremo così il giusto compromesso tra divertimento e regole.

Ricordiamoci di apprezzare lo sforzo più che il risultato e soprattutto di mostrare interesse per ciò che fa: aumenteremo non solo l'autostima che nostro figlio ha bisogno di costruirsi in tenera età, ma anche ad accrescere la sua voglia di fare per mostrarsi sempre più bravo ai nostri occhi. Non c'è niente di più 'nutritivo' dal punto di vista psicologico per un bambino, di vedere mamma e papà che lo ammirano davvero per ciò che fa. Più un bambino è stimolato nella sua immaginazione, più è curioso e fa domande e più alimenta i suoi interessi e le conoscenze. E' una sorta di cerchio perfetto che inizia e si chiude di continuo.

La noia quindi serve un pò a riposarsi e un pò a pensare a cosa fare per evitarla e questo diventa un allenamento costante per le loro piccole menti e la loro identità in formazione.
Prendo spunto sempre dalle mie bambine: in auto per far passare il tempo, una volta ho suggerito di contare gli aerei in cielo. Non era una gran giornata di traffico aereo e la mia piccola-grande donna ha suggerito di contare gli uccellini. Durante il viaggio successivo, la mia piccola-piccola donna ha voluto contare le case bianche, poi le gialle e via via hanno fatto a gara a chi vedeva più persone per strada e lo scorso Natale gli alberi luminosi nelle ore buie (considerando che alle 17 è notte d'inverno!!). Da poco, complice la scuola primaria, giocano a 'parole che iniziano con la lettera.....' e la mia piccolina nonostante frequenti ancora la scuola materna si sforza di giocare correttamente mentre io mi diverto a tirare fuori termini poco usuali (tipo per S ho detto sofà=divano) e nei giorni successivi sento che provano a ricordare ciò che ho detto.
E questa cosa, agli occhi di una mamma, regala una soddisfazione senza pari, ve lo assicuro!

Lasciamo annoiare i nostri figli, lasciamo che si lamentino sul 'cosa posso fare' e ' non so che fare': prima o poi si stancheranno di sentirsi così e partiranno alla ricerca di qualcosa di nuovo. Li stiamo aiutando a crescere!


Scritto da: Linda Zuin

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